Il verdetto arriva nell’ultima serata della quarta edizione di Cinema In Verde, che quest’anno lascia per la prima volta l’Orto Botanico di Roma e si sposta tra l’Arena di Piazza Vittorio e il Nuovo Teatro Ateneo della Sapienza Università di Roma.
Le sei opere in concorso, tutte inedite nelle sale italiane, restituiscono una selezione attraversata dal legame tra giustizia climatica e giustizia sociale. Dentro ci sono migrazioni, sfruttamento del lavoro, caporalato, estrattivismo, conflitti sulle risorse, comunità indigene e modelli di sviluppo diseguali. L’ambiente entra nelle relazioni economiche, politiche e sociali che attraversano territori e comunità.
A valutarle sarà la giuria della quarta edizione, chiamata ad assegnare il Ginkgo d’Oro 2026 nella serata conclusiva di domenica 20 settembre. La compongono figure che arrivano da percorsi diversi: chi scrive, dirige e produce cinema, chi recita, chi progetta spazi e chi lavora ogni giorno sulle politiche ambientali.
Matteo Rovere
Regista, produttore e sceneggiatore. Classe 1982, ha scritto e diretto cortometraggi e lungometraggi tra cui Veloce come il vento (2016) e Il Primo Re (2019), ed è showrunner della serie Sky Original Romulus. Nel 2021 dirige per Netflix la serie Lidia Poët. Nel 2014, con Sydney Sibilia, fonda la casa di produzione Groenlandia, che negli anni ha prodotto film come la saga di Smetto Quando Voglio, Moglie e Marito, Mixed By Erry e Diva Futura, oltre a serie come Supersex e Avetrana – Qui non è Hollywood.

Carlo De Ruggieri
Cresce a Matera e debutta nel cinema nel 1989 con Il sole anche di notte dei fratelli Taviani. Dal 1995 collabora con Giacomo Ciarrapico e Mattia Torre in spettacoli come L’Ufficio e 456, e in teatro lavora con la compagnia di Umberto Orsini e con Monica Nappo. Al cinema ha recitato in Che strano chiamarsi Federico di Ettore Scola, Se Dio vuole di Eduardo Falcone e To Rome with Love di Woody Allen. È tra gli interpreti storici della serie Boris, presente anche nella quarta stagione del 2022, e ha lavorato nella serie Rai Imma Tataranni e in Per Elisa – Il caso Claps di Marco Pontecorvo.

Laura Negrini
È architetta, laureata allo IUAV di Venezia nel 1997. Ha completato la formazione nei Paesi Bassi con lo studio UNStudio e in Italia con Michele De Lucchi, partecipando al progetto per la nuova immagine di Poste Italiane. Nel 2004 fonda a Roma lo studio aQarchitetturaquotidiana, nel 2015 lo studio Baglivo Negrini Architetti. Insegna allo IED Roma dal 2001, di cui è direttrice dal 2019, e dal 2024 coordina il Master in Design for Children. È autrice della monografia Ben Van Berkel (Edilstampa, 2001).

Alessandro Guarasci
Giornalista radiofonico, con un’attenzione ai temi del sociale e della sostenibilità. Negli ultimi dieci anni si appassiona all’approfondimento video e alla narrazione con le immagini. Tra i fondatori del festival del mobile journalism, ha avviato un progetto su IG per raccontare storie di vita di artigiani. Ha fatto parte della commissione della Apulia Film Commission per selezionare documentari per il Social Film Fund

Danilo Selvaggi
È ambientalista e scrittore, direttore generale Lipu Italia. Segue le politiche ambientali e la cultura ecologica, partecipa ad audizioni parlamentari e convegni sul tema, e scrive per quotidiani e riviste. Insegna in diversi master universitari, tra cui quello dedicato a Educazione e Natura all’Università Bicocca di Milano. Nel 2022 pubblica Rachel dei pettirossi (Pandion Editore), dedicato a Rachel Carson, vincitore del Green Book 2023 e del Premio Demetra 2024. Il suo nuovo libro, Una stanza nel mondo (Pandion Editore, giugno 2026), propone una lettura ecologica dell’opera di Jorge Luis Borges.

La giuria avrà il compito di scegliere, tra le sei opere in concorso, il film capace di raccontare con maggiore forza la crisi ambientale e le possibilità di cambiamento. L’annuncio del vincitore del Ginkgo d’Oro 2026 chiuderà la quarta edizione del festival.